venerdì 24 maggio 2019

Il voto più difficile Il voto più difficile della mia vita: per l’Europa, per l’Italia, per la sinistra. Ora la lista unitaria. Poi chissà … Guido-Compagna 22 Maggio 2019
Tra qualche settimana compirò 73 anni. Per lunga parte della mia vita mi sono occupato di politica e le elezioni mi hanno visto sempre partecipe con una buona dose di speranze e, perchè no, di ottimismo, magari non sempre giustificato. Questa volta non è così: che io guardi all’Europa, all’Italia o alla sinistra sono le preoccupazioni a prevalere. Sull’Europa, che vorremmo diversa e migliore di quella attuale, perchè, come si legge nel titolo del libro di Enrico Rossi “Non basta dire Europa” incombono i cosiddetti partiti sovranisti. I quali offrono la loro peggiore rappresentanza nel nostro Paese, dove imperversa la Lega che è anche la forza trainante del peggior governo della storia dellla Repubblica. Inoltre i partiti tradizionalmente europeisti non godono eccellente salute. Vale per i socialisti sempre meno forti anche nelle loro roccaforti tradizionali nel centro e nel nord dell’Europa, e sono alle prese con notevoli contraddizioni al loro interno. Vale per il Ppe nel quale affiorano e non poco tentazioni che vanno in direzione di accordi con partiti populisti e di destra spinta. Del resto in Italia proprio Berlusconi spinge perchè questo partito si apra sempre più a quelli che lui chiama i sovranisti ragionevoli. Come se non bastasse Orban che del Ppe fa tuttora parte. Come si vede la situazione non è migliore in Italia. Qui da lunedì prossimo potremmo trovarci nel pieno di una crisi politica, già più che affiorata in questi giorni, per le continue tensioni tra i due partiti (Lega e 5 Stelle). Il tutto con la non lontana possibilità di elezioni anticipate ravvicinatissime. Per evitare le quali potrebbe non bastare il tenace impegno del presidente della Repubblica. Nè le cose vanno meglio per quel che concerne la sinistra italiana. Nel Pd certo qualcosa è cambiato ma poco e con tempi incerti. Certo quello di Zingaretti non è lo stesso partito di Renzi, il quale però il suo peso ed una certa tendenza a giochi di interdizione continua a farli valere. Gli altri partiti di partiti alla sua sinistra non sono riusciti neanche ad unirsi e ad offrire una proposta politica comune sull’Europa e l’Italia agli elettori. Un quadro dunque tutt’altro che incoraggiante nel quale collocare la tradizionale domanda: Che fare? Alla quale naturalmente si unisce questa volta: Come votare? Provo a rispondere. Io credo che il primo obiettivo per gli elettori di sinistra debba essere quella di lavorare per l’unità, con il Pd, ma non soltanto con il Pd. Un obiettivo che, a mio giudizio, non è ancora a portata di mano, ma per il quale occorre lavorare congiuntamente. Come? con una fomula antica direi: marciando il meno distanti tra noi per arrivare a colpire il bersaglio (battere la destra e le destre) il più uniti possibili. Vasto programma certo. Ma non ne vedo altri. Naturalmente questo al momento porta a scelte elettorali differenziate. Le quali, io credo, vadano tutte rispettate, che le si condividano o meno. Dal punto di vista organizzativo un obbiettivo possibile potrebbe diventare quello di riunire dopo la scadenza o le scadenze elettorali gli stati generali della sinistra per avviare una sorta di vera e propria costituente. Magari sulla spinta di un incoraggiante risultato nelle elezioni di domenica 26 maggio. Per il resto non posso fare altro che una mia dichiarazione di voto. Quella per la lista unitaria del Partito socialista europeo nell’ambito delle indicazione di Articolo 1, la quale credo abbia fatto in questo caso una scelta politica di grande sacrificio e di altrettanto grande impegno unitario. Motivo per il quale posso affermare: “Hic manebimus optime“, naturalmente con l’obiettivo di lavorare per la più ampia unità possibile della o delle sinistre, da realizzare nella prospettiva socialista: in Italia come in Europa. Non c’è dubbio che in questo quadro conterà molto se e quando Zingaretti riuscirà a cambiare l’attuale Pd, che resta un perno della possibile costruzione socialista. Nessuna polemica, quindi, con chi ritiene e ha ritenuto, come Enrico Rossi, che i motivi della scissione che diede vita ad Articolo 1 siano superati. Ma, al tempo stesso la ferma rivendicazione del fatto che quella dolorosa scelta ha contribuito non poco all’evoluzione verso sinistra del gruppo dirigente e di molti militanti del Pd. In fondo credo che quella scelta abbia favorito e non intralciato la vittoria di Zingaretti nelle primarie del Pd. Ma di queste cose credo sia meglio riprendere a parlare in un confronto che non escluda alcuno, il giorno dopo le elezioni di domenica prossima. Per ora limitiamoci a ritrovarci, molti di noi, nella lista unitaria del Partito socialista europeo.

domenica 25 marzo 2018

Enrico Rossi: " La scelta di fare un partito"

- Io continuo a pensare che l’idea del socialismo sia ancora più attuale in questo secolo, ma anche la cultura della dottrina sociale della Chiesa. Grandi riferimenti che dobbiamo tenere, che dobbiamo riconfermare... Vorrei che si ponesse ai 5Stelle una questione: cosa intendono per “democrazia diretta” e cosa intendono per “repubblica dei cittadini”, e come si concilia tutto questo con la Costituzione repubblicana. E’ un tema, è un tema che noi dobbiamo porre. Ci dicono che siamo nostalgici? Sì, siamo nostalgici dei partiti, perché siamo convinti che ci sia bisogno di partiti democratici per far funzionare la democrazia. Siamo nostalgici della democrazia rappresentativa, perché senza democrazia rappresentativa c’è populismo, senza democrazia rappresentativa c’è autoritarismo. - Parole di Enrico Rossi, parole che per me in politica significano CASA!

mercoledì 24 agosto 2011

Aumento dell'eta pensionabile ovvero il precariato a fine carriera lavorativa

Questo articolo riporta in auge il tema del prolungamento dell'eta pensionabile.
Ogni aumento dell'età pensionabile è una emerita presa in giro. Per le aziende a 50 55 anni sei decrepito, un peso, a meno che non sia un supermanager, in quel caso hai diritto ad una buonuscita milionaria. Si cerca solo di introdurre la precarietà alla fne della fase di lavoro. 10-20 anni in cui non lavori più e non hai diritto alla pensione. Io odio l'antipolitica ma non si riesce più a non essere disgustati quasi in egual misura dalla classe politica attuale in genere!

L'eliminazione delle feste laiche una vergogna che passa sotto silenzio

In questo post di un mio amico blogger rilancio una proposta di indignazione e di rivolta contro l'eliminazione delle festività laiche dal calendario.

sabato 16 luglio 2011

IL MANIFESTO. Una perdente di successo nella squadra del Sindaco

Un'articolo del manifesto riportato dal sito romanews.eu ci informa che Rossella Sensi, ex presidente della A.S. Roma fino a poche settimane fa entra a far parte della squadra di Alemanno con delega allo Sport e alla promozione della città.

La Sensi sembra alla ricerca veloce di una nuova occupazione dopo che è sfumata per lei la possibilità di arrivare al vertice della Lega, pur con l'appoggio di Galliani, conquistato fra l'altro anche "regalando" un difensore come Mexes al Milan a parametro zero (ovvero senza che l'A.S Roma ci guadagnasse nulla)

Condivido in pieno la chiusa dell'articolo: - Dal nuovo management di Trigoria filtra una certa preoccupazione all’idea di avere ancora a che fare con lei, magari trovandosela dall’altra parte della barricata, in una paradossale riunione operativa sul nuovo stadio (uno vero stavolta e non in scala). Chissà se Alemanno avrà fatto un calcolo di immagine nel coinvolgerla nella sua giunta. Se contava sui tifosi giallorossi, l’hanno informato male.-




Aggiornamento da La Stampa

lunedì 11 luglio 2011

mercoledì 1 giugno 2011

Grillo in pieno delirio

Su Panorama appare un articolo in cui Grillo se la prende con Pisapia
- ieri proprio il comico genovese, che si ritiene al di là della sinistra e della destra, gli ha lanciato contro un siluro: «Ha vinto il Sistema. Quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui» tuona Grillo sul suo blog. E giù con le contumelie contro Pisapia...
Grillo insomma ce l’ha con la sinistra: gli ha rubato la scena, visto che il Movimento a 5 stelle non compare più sui giornali. E lui, imperterrito, continua con i suoi «vaffa» al sistema tutto (Berlusconi, destra, sinistra, Confindustria) -

Ora io non voglio assolutamente difendere il sistema, c'è molto che non va anche a "sinistra" ed alcuni sindaci hanno limiti notevoli su alcune tematiche. Eppure prendersela con Pisapia in questo momento tanto per giocare al "tanto peggio tanto meglio" mi sembra assurdo. Scalzare la peggior destra d'europa affaristica, xenofoba, secessionista da Milano, batterla in casa propria mi sembra che qualche speranza per il cambiamento del futuro di questo paese dovrebbe pur accenderla. Ma Grillo ormai è sempre più nel suo delirio di onnipotenza in cui si sente l'unico puro in grado di epurare tutti gli altri. Per certi versi ormai è l'alter ego dello psiconano.
Per fortuna anche fra i suoi seguaci che ci comincia apertamente a sconfessarlo: - leggendo i commenti piuttosto risentiti al suo post sembra che a quel paese, questa volta, ce l’abbiano mandato proprio i suoi lettori -

lunedì 30 maggio 2011



Sicuramente è prematuro e forse anche illusorio pensare che i nostri concittadini si siano svegliati da quel torpore delle coscienze e da quel sonno della ragione che li attanaglia dal lontano 1994; eppure nonostante questo i risultati del secondo turno delle amministrative sono davvero un gran bel segnale!

domenica 15 maggio 2011

Dibattito sulla Humane Vitae di Giampiero Tre Re

"Sono d'accordo sul fatto che non sarà un percorso breve. Però già è nei fatti. Sulla norma dell'Humanae Vitae esiste una distanza tra dottrina e vita cristiana e un dissenso diffuso tali da rendere legittima la domanda se per caso non siamo di fronte in realtà all'esercizio del sensus fidelium applicato alla morale o, detto con le parole di K. Rahner, di un istinto morale della fede.Sul «profetismo» dobbiamo intenderci, e t'invito a farlo rimandando all'immagine di Mark Ryden che illustra la mia nota in apertura. Occorre far attenzione a non scambiare per esigenze non negoziabili della coscienza cristiana quelle che sono in realtà solo esigenze logico-formali di un determinato sistema di fondazione della norma, magari ammantando questa confusione con nomi altisonanti come «difesa della vita», «inviolabilità della natura» ecc. ecc.Il vero gesto profetico sarebbe mandare in pensione l'Humanae Vitae, non perché vi sia in essa qualcosa di sbagliato, ma come riconoscimento del primato della coscienza. Il vero gesto profetico sarebbe un'evoluzione magisteriale con la quale la Chiesa stessa, non solo il singolo fedele, potesse crescere nella comprensione della fede e delle sue esigenze morali. Profezia sarebbe dare un segno col quale si ammettesse inequivocabilmente il carattere escatologico della sessualità nell'ottica della fede, cioè che nessun sistema normativo, teleologico o deontologico che sia, è in grado di esaurire completamente le esigenze del Vangelo."

Giampiero Tre Re

(Palermo, 1959). Docente di filosofia, psicologia e scienze sociali, è dottore di ricerca in Diritti dell'Uomo presso l'Università di Palermo e licenziato in Teologia morale presso l'Università Gregoriana di Roma. Specialista di bioetica è autore di vari articoli e saggi tra cui Terra di nessuno. Bioetica dei diritti dell'embrione umano, Palermo 1999.

http://terradinessuno.wordpress.com/2010/12/03/contraccezione-e-ancora-valida-lhumanae-vitae/#more-697

giovedì 14 aprile 2011

Mi dispiace per voi ma vi ammorbo ancora con le mie considerazioni sulla fede

Prendo spunto dal commento scritto da un mio amico su FB per fare alcune considerazioni sulla fede:

Sparlare della chiesa è un hobby nazionale, come fare la formazione della nazionale. Teniamo conto però che la Chiesa si è data una organizzazione umana che come tale è soggetta ad errori ed è quindi criticabile. Il problema forse è stato fare della struttura, dell'organizzazione stessa oggetto di fede, che invece a mio modestissimo e personalissimo giudizio, andrebbe riservata esclusivamente all'essenziale messaggio di salvezza e liberazione evangelico. Insomma io non credo che la Chiesa sia un'invenzione umana, credo al contrario che Cristo con L'ascensione e la Pentecoste abbia ha lasciato in mano agli apostoli un testimone. Però nella storia non sempre la Chiesa è rimasta fedele alla sua vocazione (d'altronde è fatta di uomini), alcune volte l'ha tradita, mischiata con vicende umane e temporali, altre volte ha svolto il suo compito con troppa presunzione. Molte altre volte, sopratutto coi martiri, coi missionari, con alcune suore di clausura, coi grandi santi (minuscoli perchè alcuni Santi con la maiuscola sono discutibili mentre molti santi con la minuscola sono grandi santi ma nessuno lo sa se non il Padre) ha svolto egregiamente il suo ruolo, diffondendo nel mondo la luce e il profumo del suo Signore.